Archivi tag: udito

Percezione sonora: l’uomo evoluto

In genere l’uomo, in tutto il suo iter evolutivo, si può dire che non abbia fatto altro che riscoprire o riprodurre cose già esistenti in natura. Anche in campi oltremodo avanzati come la cibernetica, l’uomo inventa intelligenze artificiali  ricorrendo a meccanismi base del cervello umano. Noi, ad esempio, non inventiamo nulla quando asseriamo che la musica e il suono influenzano il comportamento umano e il suo campo emozionale.

Basti pensare a quanto può essere benefico nello stress, immergersi nei suoni della natura e poter così ritrovare un’armonia perduta. Il canto degli uccelli, ad esempio, oltre ad essere uno strumento di comunicazione tra diversi individui della stessa specie, ha in sé una componente melodica che ce lo fa definire tale. Non a caso noi indichiamo questo fenomeno con il concetto di “canto”.

Possiamo anche osservare quanto noi rispondiamo con maggiore o minore vissuto di piacere all’ascolto di una lingua straniera sconosciuta; infatti, quando non siamo in grado di decodificare la struttura simbolica del codice, il fenomeno viene percepito come sequenza sonora, ed è a questa che noi diamo maggiore o minore contenuto di melodiosità, intonazione, scansione ed armonia.

Musicalità, sonorità, melodiosità, armoniosità sono termini usati con importanza insospettata, ma spesso manca una corretta collocazione dell’evento sonoro in contesti più allargati che non si limitino solo al godimento estetico e artistico.

Nell’alba dell’uomo le prime produzioni musicali, espresse attraverso una scansione  ritmica elementare (ad es. i tam-tam delle tribù indigene primitive) si evolvono, unitamente al linguaggio verbale, raffinandosi e arricchendosi via via di elementi più sofisticati sino a produrre un vero linguaggio articolato: la musica.

Teniamo conto che in principio questo fenomeno si riferiva essenzialmente alla trasmissione di messaggi elementari, come per segnalare l’inizio o la fine di un evento,  ad es.la caccia. Ciò si otteneva ricavando diverse modulazioni ritmiche nel battere un bastone su un tronco cavo, cosa che tra l’altro, a livello neurofisiologico, induce modifiche nel ritmo cardiaco accellerandolo con risposta di allarme o rallentandolo  inducendo uno stato di calma (R. Benenson, Manuale di musicoterapia – Ed. Borla)

Oggi sappiamo che il sonoro musicale investe sofisticate funzioni come l’affettività, la creatività, la sessualità, la funzione cognitiva ecc.

E’ indicativo l’uso ordinario del concetto di ritmo per indicare gli eventi musicali, cardiaci e respiratori in egual misura: curioso ma non certamente casuale, tenendo conto che l’intuizione umana di frequente anticipa quella che sarà poi la lettura scientifica successiva.

Dalla ricerca e dalla casistica dell’ A.E.VO. (Accademia Europea della Voce), conseguite attraverso l’uso di specifici test percettivi, confrontandosi con i lavori compiuti in Francia dall’otoiatra A. Tomatis, si è potuto focalizzare quali aspetti possono essere modificati o riequilibrati, laddove si presentano alterazioni, attraverso l’uso del suono (11/12/2013)   

AscoltoOnde sonore_IMAGES                                                     

Share This: